È risaputo che gli avvenimenti “forti” ti influenzano la vita e ti cambiano dentro.
Il terremoto di fine maggio è stato, per molti di noi, un shock fortissimo, dal quale è difficile riprendersi e che ti fa venire ancora i brividi quando ne parli.

C’è chi avrà per sempre davanti agli occhi il ricordo di qui minuti terribili… una casa diversa da quella che si era scelta e pagata con sacrifici… un mobile che era di qualche amico e che, per fortuna, ci è stato regalato … un paio di pantaloni che, da qualche parte d’Italia, qualcuno ha caricato su un camion e che, da quei giorni, è entrato nel nostro armadio.

Ci sono le crepe sui muri delle case che, tra qualche mese, saranno riparate e ci sono le macerie ancora al suolo che, prima o poi, verranno portate via.
E poi ci sono alcune ferite che non guariranno mai, quelle che ti fanno sobbalzare al passaggio di un camion o al rombo di una moto.
Quelle che ti fanno venire ancora la pelle d’oca quando ricordi quei momenti. Quelle che ti fanno commuovere quando vedi le lacrime riempire gli occhi dei tuoi amici che hanno avuto più sfortuna di te e che ti strappano letteralmente il cuore quando li vedi allontanarsi per andare a piangere in disparte.

Ma ci sono cure che fanno miracoli per queste ferite e possono, anche solo per qualche ora, farti stare meglio.
Questa medicina si chiama amicizia che, ad esempio, è quella cosa che ti sanno regalare le persone sincere, che partono da lontano e sfidano la pioggia per venire a farti sentire la propria vicinanza.

Ed è quello che è accaduto in quest’ultimo fine settimana.
Giorni di preparativi e di ore dedicate ad allestire una manifestazione che sapesse unire lo svago ed il divertimento con la voglia di capire ciò che è accaduto da queste parti appena 3 mesi fa.
Poi ecco una previsione meteo avversa a rendere ancora più difficile il lavoro delle ultime ore… però tu ci speri:
“hanno sbagliato tante volte, perché dovrebbero azzeccarci proprio questa?!”

Ma, nello stesso tempo, sai benissimo che quella previsione è stata vista dalle persone che, da settimane, avevano deciso di venire al raduno e speri che la voglia di costruire insieme a te qualcosa di memorabile, li spinga a partecipare comunque.

Arriva il week-end e tutto diventa realtà.
Le cose che hai pensato e poi costruito funzionano, le coperture d’emergenza per la pioggia fanno egregiamente il loro dovere e gli amici che speravi arrivassero… arrivano!!!
Eh si, perché anche se c’è stato qualcuno che ha deciso di restare a casa, ci sono tantissime persone che si sono attrezzate e sono venute a Carpi lo stesso, in barba alle previsioni … e pure in tenda!!

Sabato la pioggia è arrivata veramente, anche se solo alla sera, ma la gente è rimasta con noi.
Certo, qualcuno è scappato ma altri li hanno sostituiti ed hanno contribuito alla riuscita dell’evento.
La grande copertura della Locanda Emiliana era strapiena, i tendoni con il bar-birreria e l’arena concerti erano sempre super-affollati e l’allegria superava di gran lunga il disagio per la pioggia che stava cadendo.
Poi, ad una certa ora, ha smesso pure di piovere ed abbiamo terminato la serata con i piedi umidi ma la testa asciutta.

Perciò, alla faccia del maltempo, noi la nostra festa l’abbiamo fatta e la gente sembrava divertirsi parecchio!!

Dopo le sofferenze ed i drammi del terremoto, avevamo voglia di svagare un pochino e di passare insieme un bel fine settimana e voi ci avete aiutato in questo!!

Dunque siamo qui a dirvi GRAZIE, GRAZIE e ancora GRAZIE per il calore, l’umanità, l’amicizia che ci avete dimostrato ….. ma pure per il denaro che avete speso e donato, perché senza i soldi la rinascita delle zone colpite dal sisma sarebbe molto più difficile da far partire.
Vi garantiamo che sapremo usare al meglio le vostre offerte e che vi renderemo conto del loro utilizzo.

Vi chiediamo anche scusa se c’è stata qualche mancanza nell’organizzazione ma siamo certi che capirete che l’impegno di tutti è stato totale e se abbiamo sbagliato in qualcosa, lo abbiamo fatto in buona fede.
Speriamo di rivederci ad altri raduni e nuovamente a Carpi nel 2013, stavolta senza la motivazione di quest’anno … di un terremoto ne abbiamo già avuto abbastanza!